Oggetti

Mi sveglio alle sei e quaranta, apro gli occhi, con le mani mi sfrego gli occhi. Accendo la mia lampada a luci gialle, calde e silenziosamente apro la mia borsa dove estraggo penna e diario. Scrivo la data, l'ora e l'oggetto del giorno. Un esercizio quotidiano di dieci minuti dove scrivo cercando di usare i sette sensi (tatto, gusto, vista, olfatto, udito, senso organico e cinestetico) senza tenerli in catene. Dieci minuti puri e sinceri dove esce tutto da sè, un tempo ristretto dove far uscire tutto e dove fermarmi immediatamente allo scadere del tempo. 

  • Foglie

    Ieri osservavo tutte quelle foglie in giardino, una vasta quantità di forme e colori diversi in uno spazio così limitato. Quelle cadute per terra erano piene di storia, ognuna di esse raccontava la propria, tutte delicate e sovrapposte. Il rumore di quando le calpesti assomiglia a quello di quando mordi del pane croccante ma nel loro caso mi sento quasi in colpa a pestarle con i miei stivali di tre taglie più grandi dei miei piedi. E’ come se prendessi a calci un povero anziano fragile e sottile. Quelle ormai senza vita sono quelle che hanno più vissuto di tutte le altre, chissà chi hanno visto ed ascoltato, in questa…

  • Occhiali da vista

    Mi sento un po’ frustrata, lo ammetto, la mia vista è peggiorata così tanto. Questi sottili occhiali mi fanno notare tutto quello che il mio occhio nudo non riesce più ad apprezzare. Ho il viso piccolo e ogni volta in cui devo fare il cambio montatura è una tragedia per me. La maggior parte dei modelli mi stanno grandi in volto e mi sembra di perdermi in essi, vero anche che senza mi perdo comunque. Quelli che mi accompagnano quotidianamente sono sottili, hanno una leggera montatura grigia con due lenti a forma ovale. Fanno parte di quei modelli in stile vintage e sono quelli che mi stanno meglio perché non…

  • Anello a mani intrecciate

    Lo ammiravo nel portagioie di mia madre. Un anello in oro giallo con le mani intrecciate. Mi lasciava una strana sensazione di curiosità addosso che sentivo di dover sfamare. Mia madre mi disse che era un regalo del nonno. Di suo padre. Ai miei occhi quel gioiello acquistò subito un valore immenso. Lo tenevo fra le mani cercando di apprezzare ogni dettaglio. La circonferenza dell’anello è formata da due braccia intrecciate fra loro e le due mani unite chiudono il cerchio. Sentivo l’anima dentro quel metallo. Ogni volta che lo indosso sento mio nonno un po’ più vicino a me mentre i pensieri mi assalgono. Non li ho mai conosciuti…

  • Pioggia

    Mi sono svegliata di notte col ticchettio della pioggia, ho aperto gli occhi a fatica e non ho capito subito cosa fosse quel rumore. Le mie orecchie erano assonnate, poco sveglie per captare all’istante quel suono. Sono rimasta immobile ed ho iniziato a farmi cullare da quel suono leggero e naturale. Rinchiusa in una stanza, l’odore di terra bagnata lo potevo solo immaginare ma in realtà, non ne sento di odori appena sveglia, il mio naso fa i capricci per svegliarsi e ha la sua routine. Rimane chiuso fino a quando non prendo un fazzoletto e soffio via tutto l’accumulo di stanchezza della notte. Se fossi in giardino però, sono…

  • Letto

    Il letto è l’amico più caro che ho ma tratti anche il mio nemico, quando è inverno e mi infilo sotto il piumone ma lui è così freddo che mi costringe a rannicchiarmi su me stessa con la coperta fin sopra al naso. Questo letto non profuma di casa mia e nemmeno i colori me lo ricordano. Mi torna alla memoria quella stanza, il lucernario al soffitto che la vestiva di luce, il parquet chiaro ed un letto ricoperto di fiori. Il mio completo preferito, bianco con grandi fiori colorati, l’opposto di questo triste e pesante marrone. Su questo materasso ogni mio movimento è una pugnalata di rumore della ringhiera,…

  • Mutandine

    Diversi colori e diverse stoffe per realizzare piccole mutandine. La mia scelta è sempre lenta, mi creano confusione tutti quei modelli. Le scelgo con cura anche se non le sfoggio per nessuno, le scelgo per me stessa. Scarto quelle che assomigliano ad un “filo dentale”, troppo scomode e non adatte ai miei fianchi morbidi, me li dividerebbe a metà invece che accarezzarmeli. Ci sono già passata. Scorro gli occhi su tutta quella fila di colori e mi fermo sui modelli a vita alta. Allungo la mano su una taglia seconda, la osservo avanti e poi indietro. La forma sembra soddisfarmi, i miei fianchi in quel cotone pizzato si sentirebbero sensuali…

  • Unghie

    Nella maggior parte del tempo della mia vita fino ad oggi, ho portato la lunghezza delle unghie molto corta, a “melone”, per comodità essenzialmente. Nell’ultimo anno mi sono impegnata a farle crescere, per sentirmi più femminile e perché mi piacciono. Ho la fortuna di avere una forma naturale molto bella. Quando le unghie mi crescono prendono da subito una buona strada. Con la lima cerco di perfezionarle ancora di più e il risultato finale è così soddisfacente che amo ricoprirle di smalto trasparente solo per poterle osservare durante il giorno. Ogni volta che inizio a farle crescere, dentro di me, sento quell’impazienza dove il tempo che passa mi scorre lento…

  • Burro d’arachidi

    Ho assaggiato il burro d’arachidi, va forte qui in Inghilterra. Il primo approccio non è stato positivo. La consistenza era troppo densa per me, la mia bocca rimase impastata più di quanto non mi succedeva fumando erba. Anche il sapore mi era poco chiaro, burro d’arachidi, dove erano le arachidi? Il packaging lo trovo adatto alla classica “porcheria inglese”, per niente attraente ma adatta al contesto. Il colore del burro lo lascio passare in quanto veritiero, un marroncino chiaro, esattamente il suo colore naturale. Il secondo assaggio è stato diverso, le mie papille gustative si sono lasciate andare per esplorare al meglio quel nuovo gusto. La consistenza mi è rimasta…

  • Candela

    Accendo una candela e spengo queste luci troppo forti. Il primo tentativo finisce a vuoto, la candela rimane spenta e triste. Scorro il dito una seconda volta sull’accendino e mentre il rumore della pietra focaia svanisce veloce, una piccola fiamma emana il suo calore. Il secondo tentativo va a buon fine e lei prende vita. La stanza si colora di ombre, è un po’ buia ma non troppo da soffocarmi. Il profumo di cannella è forte, mi nausea a tratti, un odore che va a braccetto con l’inverno, una fragranza che non mi appartiene. Lei è racchiusa in un barattolo di vetro, è semplice, quasi spoglia ma il suo profumo…

  • Origami

    Fogli di cartoncino colorati, alcuni hanno mille colori all’interno e questo non fa altro che stuzzicarmi. Tocco il cartoncino e lo passo fra le mani, lo sollevo, cerco di sentire cos’ha da dirmi, con molto silenzio appoggio il foglio sul tavolo e le mie mani iniziano a muoversi da sole. Non mi accorgo quasi del tempo passato ma davanti a me, ora, ho una bellissima Gru di mille colori. Si nasconde nelle mie mani, così delicata, mi sorride, ha preso vita. Io le ho donato un’anima. Tra le mille pieghe, ognuna col suo preciso incarico, ad ognuna il compito di sorreggersi avvicenda. Osservo il mio lavoro e la felicità mi…

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