Gnocchi di patate

Gli gnocchi di patate fatti in casa mi riportano a quando ero piccola, alta poco più del tavolo e con mia madre che mi proponeva di aiutarla ad impastare. 
Non rinunciavo mai ad impiastricciare le mie piccole mani con l’impasto.
Ricordo lei che passava la pezza bagnata sul tavolo, lo faceva energicamente e con movimenti circolari, spostava la tovaglia a metà tavolo e non lo usava tutto. Iniziava cuocendo le patate, una volte bollite le sbucciava e le metteva in un contenitore, prendeva lo “schiaccia patate” e li iniziava il mio divertimento. 
Ne prendevo una per volta, lo facevo col cucchiaio perché erano bollenti, le inserivo nello schiaccia patate e premevo con tutta la forza che avevo in quelle braccette. 
Quando non riuscivo a schiacciarle bene, mamma mi aiutava. 
Le patate diventavano tanti piccoli vermicelli e questo mi divertiva così tanto. 
Subito dopo quel passaggio si aggiungevano uova e farina e si impastava il tutto. 
Non ricordo di averlo mai fatto questo però ricordo bene la parte che amavo di più di tutte le altre, dargli la forma, con forchetta alla mano iniziavo a passare tutti gli gnocchi che mamma tagliava e mi vantavo quando uno usciva particolarmente bene. 
Mi fa sentire così strana pensaci ora che sono così lontana da tutto questo. 
Pensare al passato, agli gnocchi sul freezer lasciati a seccare, alle nostre risate, al nostro rapporto a te mamma che ci sei ancora ma che sembri quasi un’estranea e a me che ci sono ma che sono dovuta andare così lontana per tornare a vivere.

Potato gnocchi
The homemade potato gnocchi take me back to when I was a little girl, a little taller than the table and with my mother who suggested that I help her knead. I never gave up on getting my little hands dirty with the dough. I remember her passing the wet cloth on the table, doing it energetically and with circular movements, moving the tablecloth to the middle of the table and not using it all. He would start by cooking the potatoes, once boiled he would peel them and put them in a container, take the “potato masher” and start them my fun. I took one at a time, I did it with a spoon because they were hot, I put them in the potato masher and pressed with all the strength I had in those arms. When I couldn’t crush them well, mom would help me. The potatoes became many small vermicelli and this amused me so much. Immediately after that step, eggs and flour were added and everything was mixed. I don’t remember ever having done this but I remember well the part I loved most of all the others, giving it the shape, with a fork in my hand I started to pass all the dumplings that Mom cut and I boasted when one came out particularly well. It makes me feel so strange, think about it now that I’m so far from all this. Think about the past, the dumplings on the freezer left to dry, our laughs, our relationship to you mom who are still there but who seem almost a stranger and me who are there but that I had to go so far to return to live.

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