Le nuvole sospese

Se mi chiedessero di scegliere tra ripercorrere i miei ventiquattro anni, esattamente così come li ho vissuti o morire, sceglierei senza alcun dubbio la seconda. Qualcuno mi ha detto che è molto triste. Forse hanno ragione. Onestamente non cambierei niente di tutto ciò che ho passato perché indubbiamente mi ha reso la persona che sono ma non potrei mai rifarlo da capo. Mai. Sto tornando dalla Scozia in Italia dopo ben sei mesi. Mi sento così scombussolata e stanca. Osservavo il cielo prima. Le nuvole. L’immensità. Ogni volta che mi capita di osservare un panorama così mozzafiato mi ricordo di quanto noi esseri umani non siamo niente. Siamo una piccola parte insignificante ma nonostante ciò ci sentiamo così padroni di un qualcosa che non ci apparterrà mail. Vorrei potermi togliere le scarpe e danzare su una di quelle soffici nuvole, con un abito leggero. Senza pensieri. Senza più nessuna guerra dentro. 

The suspended clouds
If they asked me to choose between my twenty-four years, exactly as I lived or died, choose without a doubt the second. Someone told me it’s very sad. Maybe they are right. Honestly, I wouldn’t change anything I went through because it undoubtedly made me the person I am but I could never do it again. Never. I am returning from Scotland to Italy after six months. I feel so upset and tired. I was looking at the sky before. The clouds The immensity. Every time you happen to observe it is such a breathtaking panorama, the memory of how human we are we are nothing. We are a small insignificant part but nevertheless we feel so master of something that will not belong to us in the mail. I wish I could take off my shoes and dance on one of those soft clouds, with a light dress. Thoughtless. Without any more war inside.

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